Ruta Patavina  

Thlaspi arvense

   

 

 

 

L' Erba storna comune (Thlaspi arvense Carl von Linné, 1753) è una piccola pianta erbacea, appartenente alla famiglia delle Brassicaceae.

Sistematica

La famiglia delle Brassicaceae (assieme alle Asteraceae) è una delle più numerose delle Angiosperme con circa 350 generi e 3000 specie[1], diffusa principalmente nella fascia temperata e fredda del nostro globo. Il genere Thlaspi comprende oltre un centinaio di specie, una quindicina della quali sono presenti spontaneamente sul territorio italiano.
Il
Sistema Cronquist assegna la famiglia delle Brassicaceae all'ordine Capparales mentre la moderna classificazione APG la colloca nell'ordine delle Brassicales. Sempre in base alla classificazione APG sono cambiati anche i livelli superiori (vedi tabella a destra).
Nelle
classificazioni più vecchie la famiglia del genere Thlaspi era chiamata anche Crociferae e a volte Cruciferae.
Il
genere Thlaspi è diviso in sezioni. L' “Erba stona comune” appartiene alla sezione “SCORODOTHLASPI” in quanto ha odore di aglio [2].

Etimologia

Il nome generico (Thlaspi) ha una origine ellenica nel vocabolo (è un verbo) ”thlaò” (= io schiaccio, comprimo), alludendo probabilmente alle forme discoidali appiattite del frutto di questa pianta molto più evidente del fiore stesso. Mentre il nome specifico (“arvense”) fa riferimento al suo habitat tipico : nei campi.
Il
binomio scientifico attualmente accettato (Thlaspi arvense) è stato proposto da Carl von Linné (Rashult, 23 maggio 1707 –Uppsala, 10 gennaio 1778), biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione Species Plantarum del 1753.
In lingua tedesca questa pianta si chiama Acker-Täschelkraut; in francese si chiama Tabouret des champs oppure Herbe aux écus; in inglese si chiama : Field Penny-cress.

Morfologia

La pianta di questa scheda ha un ciclo biologico annuale (senza getti sterili), è glabra e di colore glauco. Ha odore di aglio. L'altezza media della pianta è di 30 – 60 cm (altezza minima anche 10 cm). La forma biologica è terofita scaposa (T scap), ossia sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme; sono inoltre munite di asse fiorale eretto e con poche foglie.

Radici

Radice tipo fittone.

Fusto

Il fusto è eretto, angoloso e semplice (eventualmente ramoso alla base).

Foglie

La forma delle foglie in genere è lanceolata (lievemente spatolata : la massima larghezza della lamina si presenta verso la metà apicale) con dimensioni medie : larghezza 2 cm; lunghezza 6 cm. Il margine è grossolanamente dentato (ma possono essere anche intere). Le foglie lungo il fusto sono disposte in modo alterno e sono sagittate-amplessicauli. Appassiscono precocemente per cui è facile trovare individui privi di foglie. Le foglie basali hanno un breve picciolo di 0,5 – 3 cm.

Infiorescenza

I fiori sono ermafroditi, attinomorfi (in realtà sono fiori dissimmetrici – a due piani di simmetria) e tetrameri (calice e corolla composti da 4 parti). Diametro del fiore 4 – 5 mm.

  • Androceo: gli stami sono sei (2 corti più esterni e 4 lunghi più interni) liberi senza appendici; sono inoltre privi di denti e non sono appiattiti. Le antere hanno una forma ovato-cordata e alla sommità sono apicolate (terminati con una punta più o meno robusta). Lunghezza degli stami : 1,5 – 2 mm. Lunghezza delle antere : 0,5 mm.

Frutti

Il frutto consiste in una siliquetta deiscente non articolata (suddivisa in segmenti) ma alata (le due ali sono più lunghe dello stilo persistente disposto in posizione apicale al frutto), peduncolata e glabra. Rispetto al fusto è in posizione patente e sporge in fuori (le siliquette sono orientate tangenzialmente al fusto). La forma è discoide appiattita (obcordata, divisa in due porzioni o logge – carenatura centrale molto evidente) e incavata alla sommità, mentre la base è acuta. I semi (non alati ma rugosi) sono fissati lateralmente e sono da 2 a 8 per ogni loggia. Larghezza del frutto 11 – 16 mm. Lunghezza dei peduncoli : 10 – 12 mm. Larghezza media delle ali : 3 mm. Lunghezza dello stilo persistente : 0,1 – 0,3 mm.

Distribuzione e habitat

Foto riprese sui Colli Berici
da Dario Racconci e Paola Polato

Fonti: Wikipedia